venerdì 19 marzo 2010

Troia è....




Io non ricordo più nemmeno di chi è questa frase, ma mi pare che l'ho letto, oppure l'ho pensata, a dire i vero se l'ho pensata mi scoccia non ricordarmi di averla pensata da ma perché la condivido veramente così tanto, che penso proprio di averla pensata io.

Troia è quella donna che ha la moralità di un uomo.


Cosa ne dite? ^_^

12 commenti:

lupo ha detto...

la questione è: che cos'é la moralità

Gisy ha detto...

La definizione di morale, non penso sia tanto difficile darla, direi che "è la coscienza che regola il limite massimo delle nostre azioni"

ovvero fino dove siamo disposti a spingerci per...

più faticoso dire dove finisce quel confine per metterlo nel territorio del bene o del male

fabrax ha detto...

gira e rigira alla fine andiamo sempre a sbattere sullo stesso punto, le definizioni. Ma non saranno un limite?

Gisy ha detto...

Le parole con il loro significato esistono per dare dei punti fermi, è chiaro che tutto è discutibile, ma l'essere umano ha bisogno di questo.

Chiaro che è un limite ma come intenderci senza significati...

porcoconleali ha detto...

Ma la morale, così intesa, va ben oltre la definizione dei confini dell'agire sessuale. Uhm... non mi piace. Ma, accettando questa definizione, tu ti senti "troia"?

Gisy ha detto...

Quella definizione vale per ogni ambito, da quello sessuale a qualunque altro.

Sentirsi troia, ha, ha, uno deve credere a quella parola, quindi applicare una legge morale, rispetto quel senso.

So che chi segue, questo blog come altri non ama molto i giochi di parola e di significato quindi io so che la risposta voluta è sì, ma devo dire:

Sì con la persona che amo. Altre volte con chi mi piaceva. Forse più un tempo cmq a pensarci.

pornKrab ha detto...

Ma poi troia che è, un complimento o un insulto?

Gisy ha detto...

dipende sempre come lo interpreta chi lo riceve...

in certi momenti è un super complimento, in altri un insulto...

anche se certo, verso le donne credo sia l'offesa più diffusa...
ma se fosse quello il male...
quasi mai uno che dà della troia ad una donna vuole solo indicare i suoi facili costumi...
ma quando stronza non basta...

roberto ha detto...

Direi che la donna distingue fra il termine TROIA e PUTTANA, Perlomeno così sembra succedere.Ritengo sia un termine manipolabile. Es,: se uno ha una moglie che lo tradisce la ritiene una troia, se invece ha un'amante la vuole Molto troia.E' un termine riduttivo in cui si confina una preponderante sessualità femminile. Termini paritari non esistono al maschile.Forse troia è una donna che ama con tutto il suo corpo e senza riserve ?? Allora vista la crisi andiamo sempre più verso un mondo libero e finalmente di troie.Peccato che vista la mia generazione io possa approfittarne poco, e ti senti stanca tu che hai 30 anni . eh eh

Gisy ha detto...

L'offesa in sé proprio perché offesa non tende certe a gratificare quella libertà sessuale che dovrebbe sottintendere quella parola spesso usata a scopo di offesa o gradevole turpiloquio (se in certe situazioni)- come tutti i termini possono variare leggermente di significato e nell'intensità del significato e del contesto in cui viene detto, spesso "quella è una troia" può voler dire quella è una stronza ad es...

Ai giorni d'oggi mi sembra che ci sia più che mai la voglia di dimostrare più che di essere sfacciatamente troie, o spregiudicati, così come nella denotazione negativa dei supremo stronzo.
Né una cosa né l'altra mi pare un bene, per cui dire di essere o di non essere in un modo di pare tanto più nel campo virtuale una boutade, nel bene e nel male intendiamoci. Nessuno è davvero buono, cattivo, santo, o puttano, qui,

Diciamo pure un gioco tra chi posta e gli interlocutori dove entrambi buttano righe soggette ad ampie interpretazioni, e o forse aspettative di risposta.

Quindi anche la mia risposta sulla domanda può essere sincera. Cosa mi sento, non mi sento certo di essere quello che dovrebbe essere le aspettative degli amanti delle donne troie e spregiudicata, a prescindere da cosa sono o non sono!

roberto ha detto...

Non ho messo in dubbio la spontaneità,nè la sincerità,delle tue risposte.Forse ho condensato in una scrittura unica il punto di vista dell'intero post.Il punto esclamativo alla fine rimarca un imperativo. Questo significa una delle due seguenti cose:o ti sei offesa per svariati motivi, e visti gli argomenti e la tua perspicacia mentale non la riterrei idonea ,o più probabile cerchi di reiterare quello che tu stessa hai definito tra le righe un GIOCO.Senza di questo non c'è dialogo nè confronto. Senza provocazione non c'è produzione di energia.Noi uomini prendiamo parole e componiamo discorsi, usiamo parole come armi ed intessiamo rapporti come compensazione al nostro senso di solitudine più o meno amplificato.

Gisy ha detto...

è così ...