sabato 27 dicembre 2008

R porni 11 - suo figlio va a troie signora !


La sera di Natale avevamo deciso di andare a puttane. Erano passati diversi mesi da quando non leccavo una bella fighetta sbausciante. A dire il vero con una troia sapevo che era un limite, e certe cose di lingua non me la potevo permettere; mi sarei fermata a guardare G che se la fotteva mentre le tastavo e le leccavo le tette. Come sarebbe stata questa volta, era sempre una sorpresa un nuovo corpo, una nuova identità dagli occhi languidi di gatta a dovere.

Il pranzo lo avevamo passato con sua madre, tutti a tavola a parlare delle feste di ogni anno, della gente che spende anche se non ha la grana - e che le cose non vanno bene così in Italia - ma che cazzo me ne fregava di quei discorsi, tanto ogni anno era sempre la tessa storia e lei giù a rompere i coglioni uguale. Ma lo sa signora che suo figlio spende i soldi a puttane. Magari si accorge che son ben spesi. Che almeno a fottere son un investimento nel presente. Esiste altro? E’ mai esistito altro?

Anche quella volta che era estate e ti stava riportando a casa dall’ospedale cara signora – pensavo – mentre era lungo la strada aveva adocchiato una bella figa a pagamento con in testa un cappellino di paglia, e un top a quadretti rossi e bianchi annodato sulle tette. Eh me le descrive bene suo figlio. Quella volta non c’aveva poi in mente la sua salute, tanto è che davanti a quella troia ha rallentato, se l’è puntata negli occhi, e ha ben pensato che una volta che ti scaricava nel letto a casa magari tornava anche indietro.

Non l’ha fatto poi, l’eccitamento gli era sceso, ha aspettato la sera a trovare la sua fidanzata di allora che mentre se la faceva le ha chiesto di farsi le treccine che ripensava alla scena del pomeriggio, e se la gustava come fosse quella dal cappellino in paglia, gratis per di più.

Ormai l’estate era ben passata da un po’, e G non ci stava più da diversi giri di sole con quella – pure il pranzo del giorno era passato, quella sera che era Natale ci si sarebbe meritati un bel regalino – mi suggeriva – “ti va se andiamo da una di appartamento ? pago tutto io – non ti delude vedrai” avrei dovuto come al solito stare a guardare mentre se le scopava e ribaltava il corpo di una bella ragazza, mi sarebbe stata concesso di masturbarmi mentre la toccavo. Era un nostro gioco, resistere alla tentazione di infilarci anche dei diti dentro la figa, mentre lui se la fotte. Ma non si fa tempo a sceglierne una per la festa la notte, che arriva una telefonata da questo suo solito amico.

C’è in centro, un buon affare, due non professioniste che si divertono a fare le zoccole, anche se fanno le commesse tutte e due a un ipermercato della città…oggi sono in sconto mi ha detto, due Moldave al prezzo di una, spettacolino lesbo accettano anche coppie… una bionda capelli lunghi l’altra morettina a caschetto, giovani il giusto…bene, ci si dirige verso l’indicazione; di solito suggerisce sempre bene quel puttaniere incallito, anche quando non si tratta di vere zoccole.


(prosegue)


3 commenti:

Vale ha detto...

Sorry... Gisy non Giusy :)

Vale ha detto...

Gisy & Co.
penso che vi potrebbe interessare molto il blog della mia amica lindalov: http://lindalov.blogspot.com/

:) Fatemi sapere!

Gisy ha detto...

dato un occhio, carino... magari linko.

see u