lunedì 10 novembre 2008

R.P. 9 Hai presente una puttana, ottimista e di sinistra?


Quando passavo con dei miei amici in macchina davanti delle puttane, magari faceva freddo, e dicevo loro - “speriamo che stasera becchino almeno un cliente con il riscaldamento poveracce, se non battono in appartamento”. Era inverno che gelava, quelle ragazze erano davvero molto svestite per stare lì ferme sui margini del selciato a tirar su due soldi e diversi cazzi - ne dovevano patire di stagioni. In quei momenti, quando qualcuna era adornata col pelo, mi veniva in mete quella canzone di Lucio Dalla che fa: - “hai presente una puttana, ottimista e di sinistra” – sinceramente a me parevano tutte molto poco ottimiste ancora meno di sinistra quelle che avevo conosciuto, anche se ce l’avevano a morte con Guazzaloca appena fatto sindaco in quel periodo - le voleva via dalle strade – e cominciavano ad esserci i primi fastidi a Bologna, era la stessa pulla che se le fotteva e le faceva sgomberare.

Però io non ho mai capito Lucio Dalla che razza di Puttane aveva conosciuto, forse erano amiche di Ron quelle, ma quelle con cui ero stata io di sicuro non gliene fotteva mica niente di politica, al limite niente, per il resto volevano solo far su della grana o da dare al pappa o per farsi una famiglia decente, dipende. Ce n’era una che proprio le piaceva far quel mestiere, era uno spasso, quella con cui andava G. Lien, ma anche qualche sua amichetta. Alla fine ero riuscito a convincerlo una volta mi ci ha portato, lui voleva solo guardare mentre me la palpavo.

“Spogliati” le dicevo, fatti vedere, “sei bella” era molto imbarazzata perché ero la fidanzata di uno che l’ha scopata più di qualche volta. All’entrata gli ha anche detto, ma come te la porti con te? Ma dài, è la tua fidanzata…

Con tono di sufficienza ma non di compiacimento le ha detto che ero io che volevo, e levandomi il cappello ho confermato, “sì voglio io. E’ raro che G mi parli così tanto di una donna con cui va più di due volte, volevo conoscerti”. Lei rimane un po’ perplessa, ma come immaginavo era tutto vero, la pelliccia questa faccia orientale se la può permettere e con le chiavi - di un stupendo appartamento - che muove a destra e a manca ci precede mostrando agile il culo e le gambe. Ci fa accomodare, per me questa è nuova, si vede che si tratta bene. G mi diceva che lei è una rara, una che viene quando la fotti. “Farà finta” gli dico “che ti credi, di far venire una troia?” – risponde lei – “è vero. Dato che ci sono me li godo quelli che mi piacciono” e sorride.

E Lien voleva essere comunque la donna che comanda, pure se c’ero anch’io pronta a tutto, come se lui avesse pagato per i fare godere quella fregna senza scrupoli.

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