martedì 7 ottobre 2008

R.porni 4 Ci vuole una buona memoria per farsi delle seghe decenti


Fin da ben prima dei sedici anni l’idea della bella donna a disposizione mi piaceva, non associavo ancora ad un romanticismo stradale le mie pulsioni, ma l’idea, forse per un senso di onnipotenza che il sesso femminile ha sugli uomini e il disprezzo e l’invidia che genera nelle stesse donne, mi ha sempre attratto, come attrae molte donne che non vogliono dirlo, ma non aspettano altra occasione per dimostrare di non essere da meno di quelle lungo i viali.

Poi man mano che conoscevo il senso del volere “la volontà di potenza” in un qualche modo - non mi bastava, guardavo le donne con desiderio, con compiacenza, allora aver conosciuto Chris era stata una conquista, amava condividere questa passione, nonostante stessimo assieme ed io ne reo ben entusiasta. Scherzavamo e giudicavamo spietatamente ogni figa che ci passasse davanti, dovevamo vederne, il più possibile, la bellezza a disposizione pubblica eccitava entrambi.

Mi è sempre piaciuta l’immagine delle puttane, vederle lungo strada agguantare un gelato, sembrava succhiassero cazzi anche quando facevano la cosa più innocente del mondo, perché poi quando l’essere puttana te lo tiri dentro, lo divieni in ogni gesto, così naturalmente, anche quando non ci pensi. Con Chris andavamo a guardarle lungo le strade, quando ancora si poteva, in centro Bologna c’erano quelle di serie A, più vai verso la periferia si cala, in qualità e prezzi. Lungo una via una bionda ossigenata con i jeans fino sotto le chiappe che le tengono un culo strepitoso, sta dando informazioni ad un tizio in macchina. Stavolta non è un cliente, ma anche quelli che non hanno il coraggio di esserlo, si gustano l’occhio per il dopo lavoro, o sosituiscono col pensiero la propria donna rattusa.

Certe persone devono avere una buona memoria per farsi delle seghe decenti, e se non hanno nemmeno memoria, devono cercare di inventarsi la memoria degli altri, che forse sanno per sentito dire.

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