sabato 25 ottobre 2008

I love you bitch ! un pò di Bondage


Questo racconto è di Denny Lugli


L’ABLUZIONE


P giace regale sul letto, una benda nera a coprire gli occhi, polsi e caviglie saldamente legati. È bella, fiera e costretta come una pantera catturata. Le gambe oscenamente divaricate fremono nervose alle mie leggere carezze, mentre da sotto gli slip aderentissimi posso già indovinare quel turgore impudico e inevitabile, messaggero del suo stato di eccitazione crescente.
Mi chino fin quasi a sfiorarlo con le labbra, respirando il sentore umido e caldo, mentre il cazzo già duro si impunta dolorosamente obliquo contro il materasso, costringendomi ad una disagevole torsione della schiena. Mi prende un momento di emozione, quasi di riverenza, nel trovarmi al cospetto di quella figa così concreta, così stupenda, così carnale, così conosciuta eppure misteriosa… così meravigliosamente FIGA!!!

Il cuscino dietro le reni inarcate la espone come una preziosa scultura, e la trasparenza degli slip non mi cela nessuna delle delicate rugosità che adoro spianare con la lingua. Le accordo il piccolo sollievo di un breve sfregamento con le labbra e mi rimetto seduto ad osservare il vano ondeggiare del suo bacino mentre gioco coi suoi capezzoli. Mezz’ora prima P mi ha guardato incuriosita quando le ho proposto di rimandare genericamente a “più tardi” una rapida sua puntata in bagno per una pipì impellente. Afferrare un attimo dopo tutte le implicazioni di quella frase mi ha provocato un’erezione immediata, ma la mia voce deve essere risultata sufficientemente autorevole se dopo un istante di perplessità P mi ha sorriso, scostando docilmente i capelli per lasciarsi allacciare il collare in pelle nera borchiato.
Le sussurro: “Andiamo in bagno ora” e slaccio i bracciali e le cavigliere in cuoio dalle catene. Aiuto P ancora bendata a sollevarsi dal letto e, una volta in piedi, le porto le mani dietro la schiena per fissare tra loro i legacci -come si conviene ad una Prigioniera- in un movimento rapido e marziale. Com’è bella… afferro il collare, lento su quel collo sottile e delicato e cerco la sua lingua con la mia. Mi metto dietro di lei e tenendo le mani sui suoi fianchi la guido nel viaggio lungo i tortuosi corridoi. P pur cieca non esita, e quella fiducia totale, quel quieto abbandono mi eccitano enormemente: è quasi doloroso sentire le palle che lavorano, producendo linfa che immediatamente viene pompata nel cazzo, durissimo e ormai sovraccarico.

Sono certo che se in quel momento P si inginocchiasse e prendesse a succhiarmi la cappella in pochi secondi le inonderei la gola di sperma… Ma preferisco aspettare, prolungare il gioco… e so che lo preferisce anche lei. Le sue mani inerti e legate, a pochi centimetri dal mio cazzo duro sono tuttavia una tentazione forte, e sospendo un attimo il procedere per sfregarmici contro e far capire a P quanto la desidero. Un vellutato, aspirato “Hhhssss” le sfugge… P è in piedi davanti al water, i polpacci a contatto col bordo. Le sfilo adagio gli slip e, trattenendola per le ascelle, la aiuto a sedersi. Mormora: “Prima la pipì mi scappava, ma adesso non so se riuscirò a farla… Così bendata non capisco se mi stai guardando o no…!” “Tranquilla, c’è tutto il tempo che vuoi” le rispondo. E poi, mentendo: “Adesso sto guardando il muro… il soffitto”. Passano lunghi secondi. P siede meditativa con la schiena eretta.
Sospira: “Ecco… forse adesso…. Uff…! Non ancora…” mentre in piedi di fronte a lei mi massaggio lentamente il cazzo. Con una mano trattengo indietro la pelle, scoprendo la cappella lucida e congestionata, mentre con un dito dell’altra accarezzo il piccolo foro già umido di sperma lubrificante sfuggito al lavorio forsennato dei testicoli. Raccolgo una piccola goccia con l’indice e lo passo sulle sue labbra. “Dai, non mi distrarre…”. Chissà se ha capito… Credo di si. Il sapore del mio sperma P lo conosce bene. Ancora secondi di silenzio... Faccio un po’ di conti: dunque, sei mesi e passa che ci vediamo… mettiamo tre scopate a settimana, moltiplicate per trenta fanno una novantina… un’emissione media di sperma è di circa 5 cc… Accidenti!
La troia si è ingoiata quasi mezzo litro di sborra! Plunk… Plunk…! Le prime gocce di urina che schioccano amplificate nella tazza mi distolgono dal delirio contabile.

P, seria e concentrata, è tesa in avanti. La situazione è troppo invitante: appoggio il glande alle sue labbra e premendo leggermente sulla sua nuca la esorto ad accogliermi, incamminandomi verso il pompino più bello ed arrapante che io abbia mai ricevuto. Il fiotto d’urina è ora più copioso, mentre sento i confini del mio cazzo ampliarsi a dismisura dentro quel voluttuoso magma di lingua, palato, denti e gola…. Flusshhh…
Ho l’impressione di trasferire la mia sensibilità a tutto il corpo di P, quasi il mio cazzo fosse diventato lei, e i sensi me lo confermano: accarezzarle la nuca mi dà lo stesso brivido di una carezza sulla cappella, e non trovo nessuna differenza tra stringerle i seni e stringermi il cazzo… inquietante e sublime!!! Lo scroscio si affievolisce lentamente e mi ricompongo: la mia Prigioniera va ora lavata alla perfezione! La faccio accomodare senza difficoltà sul bidet, rivolta verso il rubinetto. E mentre aspetto che l’acqua scorrendo arrivi ad una temperatura accettabile le accarezzo la figa umida di urina. L’imbarazzo è passato e dalla gola di P gorgoglia una risatina sommessa.

Con molte più manciate d’acqua del necessario risciacquo con cura il cuoricino arruffato del pube, le labbra carnose e la fessura, spingendomi fino minacciare l’incolpevole, delizioso buchino del culo con una penetrazione digitale. Mi torna alla mente una serie di foto “sperimentali” che ho scattato pochi giorni fa in quella stessa situazione da solo, e dirigo il getto tiepido d’acqua direttamente contro la figa di P, che ha un sussulto di sorpresa. L’effetto è suggestivo: il clitoride teso e gonfio affronta impavido l’assalto, e pare quasi un antico capitano che sfidi la tempesta ritto a prua della sua nave. P è immobile, come pietrificata in un’apnea estatica, le braccia unite dietro la schiena, il viso rivolto in alto e la bocca socchiusa. Solo la lenta oscillazione del bacino, che espone alternativamente allo stimolo dell’acqua il clitoride e la figa, lascia trasparire quanto lei gradisca il massaggio idrico. Rrrsshhh… Il rumore dello scroscio riempie il bagno in quegli istanti di silenzio. Un’ispirazione improvvisa: mi rialzo e scavalcando il bidet mi appoggio con le spalle contro il muro, lasciando ondeggiare il pene davanti alle labbra di P, semiaperte. Evidentemente la cecità indotta sta sviluppando in lei qualche nuova occulta sensibilità, e così resto incantato ad osservarla mentre a bocca socchiusa si protende verso di me ingoiando l’obiettivo senza indugi. La sensazione è meravigliosa: ormai sono diventato un habituè del paradiso… Ecco di nuovo la perdita dei confini…

Ecco l’abisso nero e viola in cui galleggio… Ecco la lingua che come un tappeto rosso accompagna l’incedere del Principe nella sua dimora… Signori, davanti a voi potete ammirare la Troia Divina nel suo numero migliore!!! I miei gemiti e i suoi risucchi emergono dall’uniforme mare sonoro del getto come guizzi di salmoni. Il piacere aumenta a dismisura e afferro il suo capo per premere con più forza il cazzo contro la gola. P gorgoglia e ansima ma non le dò tregua. Realizzo all’improvviso che lo scroscio continuo è quello che da minuti sta violando la figa aperta di P, e quel pensiero mi fa precipitare definitivamente nell’orgasmo. I lampi arancione e turchese saettano da tutte le parti e in un istante di lucidità riesco a sentirmi mentre grido: “I LOVE YOU BIIITCH!!!”. Poi tutto lentamente si quieta: il bagno torna bagno, i colori tornano normali, il cazzo torna ad essere di nuovo mio. Tolgo la benda a P e resto ad ammirare il suo enigmatico sorriso mentre il fiatone cala adagio. Chiudo il rubinetto. E mi chiedo se P abbia sentito quello che ho urlato poco prima. Poi mi dico: “No, impossibile… C’era rumore!”.

(c) Denny Lugli

1 commento:

SerialLicker ha detto...

ecco una descrizione perfetta di come lei sia la prigioniera in catene, ma lui sia prigioniero delle catene invisibili del suo desiderio. L'incrocio magico che rende il mondo SM così affascinante