lunedì 15 settembre 2008

Lien (racconti porni part 2)

Poi rientrava a casa, se rimanevo sveglia ed era un’ora non troppo tarda ci giravo attorno all’argomento. Lui sapeva che io sapevo, eccome; anche se faceva l’indifferente, come se la cosa non gli fosse mai riguardata

“Sei stato al night?, ne hai caricata una in macchina? In appartamento?”
“Ma dài lascia perdere - cosa vuoi, io me ne frego”

- Eppure era come una droga, la verità è che non ne poteva fare a meno, tutte le settimane più volte a settimana, non fosse che me lo dicevano anche i miei amici, loro sapevano pure. Ed io ad ogni suo rientro perdevo un po’ di me, mi distruggevo e lo desideravo molto di più di qualunque prima, perché il cuore mi batteva ad ogni nuova donna che si scopava alle mie spalle; erano donne bellissime, per lo più, bellissime, ma questo alla fine importava il giusto, il fatto che mi faceva fibrillare era che non ero io, eppure ero io ad aspettarlo la sera, ogni sera. Con le lacrime che mi bagnavano cuore e fica.

Quando non cadevo nel dolore e l’eccitazione mi cavalcava: più dettagli, voglio sapere meglio di più, lui mi raccontava come fosse esterno, o come l’avesse vissuto il secolo prima il ruolo di chiavatore vizioso- le solite cose, alla fine, quelle che son sempre le stesse, ma non bastano mai a certi uomini, ed è come una droga la figa. “Guarda che io te le dico per eccitarti, cosa ti credi, che mi fa tirare il cazzo queste boiate” –

Oh sì, funzionavano eccome quelle boiate.

“Lien era talmente stupenda, ci si affonda volentieri in un corpo così con le tette che a pecorina sbattono avanti e indietro; ti pare che ti stia guardando con quello sgurado da puttana persino quando te la sbatti da di dietro, pare proprio che le piaccia fare la troia, poi vengo che me lo tiro fuori e i coglioni mi grondano nella bocca dell’amichetta che è tutto un pretesto per toccare la socia. – Ma quando ho finito quella brava nominata Patricia se ne va, e sbatte la porta ammiccando e strisciando la vestaglia.

Mi sorride, mi dice la cifra mentre prende in mano il vestito rosso di prima, si alza le tette sono stupendamente solenni dopo essersi dimenate nell’altalena di pecora- In piedi mi fa tornare il sangue al cazzo, e le dico “ehi aspetta, ne faccio un’altra” lei sorride; il mio amico mi aveva avvisato del resto. E’giù, al portone non si sta annoiando di sicuro nemmeno lui.

3 commenti:

antonio ha detto...

Riprendendo il discorso in altri siti di Giappone e derivati, la struttura attuale della tua storia mi ricorda il cartone "le situazioni di lui e lei". Tratta l'amore tra 2 studenti e tutto ciò che li circonda, la loro evoluzione come persone. Una puntata per lui, una per lei e via altalenando. Io ho sempre visto cartoni con robottoni, sono cresciuto a pane e megazord. Però... Le situazioni di lui e lei è veramente bello!!! :)

ps: vuoi ridere? Lo sharingan ipnotico di Sasuke, un protagonista di Naruto, è molto simile al tuo tatuaggio.

Gisy ha detto...

E dire che non ne sapevo assolutamente nulla a 16 anni.

Buona l'idea per lei e per lui.

antonio ha detto...

Il tema dell'atomo è molto presente nella cultura di oggi, chissà che qualcuno non abbia tatuato un atomo un pò più "pesante", per così dire.

Fidati, le situazioni di lui e di lei è veramente bello. Tieni sott'occhio mtv, magari lo ridaranno. E poi i disegni! Alla gainax ci sanno fare...

Ora sta a te dimostrare le tue capacità! In bocca al lupo!